Favolose e teatrali dispute familiari

Favolose e teatrali dispute familiari
Favolose e teatrali dispute familiari 5 1 Anonymous

Natale, si sa, è soprattutto famiglia, o almeno così dovrebbe. Dopo essersi persi di vista per quasi un anno, aver finto di non vedersi per strada o al supermercato, o essersi limitati ad un saluto di circostanza in un veloce scambio d’informazioni a cui o non si risponde o al massimo si reagisce con un  mugugnante assenso, ci si riunisce in una lunga serie di tavolate con un’iniziale diffidenza che puntualmente si trasforma nella volontà di non perdersi di vista, come è accaduto l’anno prima. Intento di effimera durata, a cui segue l’indifferenza che spesso fa da sipario ad un invisibile palcoscenico i cui protagonisti sono l’invidia, i pregiudizi, la diffidenza, la malizia. Nella maggior parte dei casi si sceglie il distacco, come la strada più facile per evitare qualsiasi confronto, in altri invece si fa ricorso alla vendetta ……… fortunatamente in una percentuale minore.

C'era una volta - luigi capuana

 Senza voler privare il Natale della sua magia, dell’inclinazione al miracolo, al fiabesco, ci piacerebbe analizzare brevemente i rapporti parentali, spesso al centro dei racconti fantastici e non solo. Nella raccolta di fiabe dell’autore siciliano, Luigi Capuana, C’era una volta i re, la gente, la magia il “cunto”che mi ha particolarmente colpita evocando il ricordo di altre opere tra novelle e tragedie teatrali, è stato sicuramente I tre anelli che ha per protagoniste tre sorelle senza dote che si affideranno alla sorte per trovare marito. Tramite il padre saranno, infatti, chiamate da una strega a scegliere tra tre anelli, d’oro, d’argento e ferro. Le prime due si aggiudicheranno i preziosi gioielli andando così incontro al matrimonio, l’ultima invece sceglierà l’anello di ferro rimanendo a lungo nubile, attirandosi gli insulti e lo scherno delle altre due. Un giorno però un pecoraio suona alla porta della giovane donna per chiederla in sposa, il padre a malincuore gli concede la sua mano; nel frattempo le altre due sorelle conducono una vita infelice, non potendo dare ai loro re un erede. Il padre, sconsolato, decide di andare a fare visita alla sua ultimogenita e con grande sorpresa scopre che questa vive in una dimora reale, dato che il pecoraio è in realtà un re. Le chiede di aiutare le sue sorelle, la ragazza senza indugiare gli dà dei rimedi che potrebbero risolvere la loro sterilità ma quando scoprono che è la sorella a mandarglieli, li rifiutano provocando l’ira dei mariti che le uccidono. E neanche l’intercessione del re Sole, marito della sorella superstite, riuscirà a far breccia nelle loro coscienze, preferendo rimanere sotto terra piuttosto che ammettere le proprie colpe e chiedere scusa.

king lear

Questa fiaba mi ha subito rimandato ad altre due opere con protagoniste tre sorelle. Prima tra tutte, la tragedia shakespeariana, King Lear e poi la favola di Amore e Psiche raccontata nelle Metamorfosi(L’asino d’oro)di Apuleio. Goneril, Regan e Cordelia reagiscono in maniera differente dinanzi alla richiesta dell’anziano re di quantificare il loro bene nei suoi confronti. Quanto più grande sarà il bene, tanto più ampia sarà la porzione di regno che spetterà ad ognuna di loro. Le prime due, attraverso le parole, esprimono  un bene incondizionato aggiudicandosi ognuna una parte dei territori posseduti dal padre; l’ultima, invece, ammette che il suo bene non è esclusivo ma che gli toccherà condividerlo con l’uomo che sposerà. Una tale risposta suscita l’ira del re che sentendosi tradito la disereda. Anche in questo caso le sorelle gioiscono dell’estromissione di Cordelia, la quale però troverà nel re di Francia un uomo disposto ad amarla per la sua franchezza. Ben presto la convivenza di Goneril con il padre diventa difficile, l’amore incondizionato, un tempo dichiarato, comincia a vacillare lasciando spazio ad egoismi, insofferenza, liti che porteranno il re alla pazzia. Ad una lucida pazzia che gli farà vedere con chiarezza chi lo vuole realmente bene, conoscendo inoltre la vera natura di ciascuna delle sue figlie. Cattive ed ambiziose le prime due, buona e onesta l’ultima.

amore e psiche - apuleio

Terzo esempio, è la favola di Amore e Psiche dove, ancora una volta, Psiche, ultima di tre sorelle e donna dalla bellezza divina, tale da suscitare l’ira di Venere, rischia di perdere l’amore di Cupido a causa dell’invidia delle sorelle che la convincono a rompere il patto che aveva stipulato con il Dio, illuminandolo con una lanterna per vedere il suo volto, allo scopo di ottenere la sua vita lussuosa e piena d’amore. Anche in questo caso la loro cattiveria sarà punita con una morte violenta, infatti Zefiro non le ospita tra le sue braccia, lasciando che si schiantino contro la roccia. Colpisce, constatare, come la fragilità dei rapporti fraterni e parentali più in generale, essendo implicate anche le relazioni con i genitori, siano un argomento che da sempre ha attratto il mondo della letteratura. Di esempi se ne potrebbero fare diversi, Cenerentola, tanto per rimanere nel campo della fiaba. Spesso si parla di legami di sangue, insomma di relazioni biologiche che dovrebbero comportare, nonostante i conflitti, un riconoscimento di amore reciproco tale da far cessare le ostilità.

Ciò che colpisce leggendo le storie sopra raccontate è la mancanza di pentimento e quindi di perdono. Tanto da preferire la morte, piuttosto che avere la forza di ammettere le proprie colpe e domandare scusa. Se da un lato c’è un legame biologico, dall’altro sembra che ogni forma di contatto sia impossibile; l’unico punto di convergenza tra le tre sorelle è rappresentato dalla figura genitoriale che funge, paradossalmente, da punto di unione e distacco allo stesso tempo. Attraverso la volontà dei genitori si compiono le scelte dei figli, rivelandone la natura, le intenzioni; un passaggio inevitabile che può essere considerato come un banco di prova prima che la prole lasci per sempre la famiglia. Ne I tre anelli le due sorelle maggiori non riescono a rimanere incinte, vittime di un doppio fallimento sia dal punto di vista sessuale che dinastico, non potendo assicurare ai loro congiunti la discendenza e quindi la garanzia al comando. Ma anche in King Lear, sia Goneril che Regan, sebbene sposate, s’innamoreranno entrambe di Edmund, complottando ognuna alle spalle dell’altra per ghermire l’oggetto del desiderio, fallendo. Allo stesso modo, le sorelle di Psiche la trarranno in inganno perché desiderose di impadronirsi sia del suo bellissimo uomo che delle ricchezze che le appartengono. Inoltre un’altra forma di potere assume un ruolo determinate nei racconti analizzati, si tratta della parola attraverso la quale si lascia cadere nell’inganno la vittima, riuscendo a farle compiere l’azione che permetterà la realizzazione del meschino piano. La parola acquista un valore performativo, attraverso di essa Goneril e Regan otterranno il potere, le sorelle di Psiche la convinceranno a disobbedire al suo sposo; ma allo stesso tempo Cordelia, attraverso la parola, sarà condannata al disprezzo da parte di suo padre e della sua famiglia. La parola inganna e smentisce allo stesso tempo.

Tra i motivi delle dispute familiari ci sono il denaro, il tradimento a sfondo sessuale e soprattutto parole dette e non dette. Tramite la costruzione di eventi fondati esclusivamente sulla parola, che spesso non trovano riscontro nella realtà, si mettono in scena contrasti irrimediabili, in cui, talvolta, si decide di ignorare addirittura l’esistenza dell’altro, per la serie”ho chiuso definitivamente”.

Sarebbe stato troppo facile parlare del Natale come l’occasione per essere più buoni, sciorinando tutti quei sentimentimentalismi al limite del patetico che sentiamo in giro tutti gli anni durante questi giorni.

Mettiamo i piedi sotto il tavolo quest’anno e domandiamo a noi stessi quanto siamo veramente felici della gioia di chi ci siede accanto, e proviamo ad esserlo prima di rimettere il broncio e logorarci dentro.