Due donne

Due donne
Due donne 5 1 Anonymous

Due donne s’incontrano sulla metro, si cedono vicendevolmente un posto, lasciando che venga occupato da uno sconosciuto. Troppe cose hanno da dirsi, non smettono di guardarsi, in un complice sguardo prima di gioia e poi di preoccupazione.

Si raccontano le ansie per i loro figli, della lunga giornata d’inizio settimana, ricominciare è sempre così dura! Si confidano di essere stanche, la casa, il lavoro, i figli, i soldi che non bastano mai, la spesa con la cura che richiede la selezione delle offerte migliori senza che la qualità ne risenta troppo. A proposito di cibo, cosa mangiare stasera, ogni giorno ci vuole un bel carico di fantasia per evitare di preparare sempre le stesse cose e per variare, come raccomandano i medici. E bisogna ancora farla, la spesa, sembra di rimandare all’infinito il rientro a casa. Si va sempre di fretta, non c’è mai un attimo di tempo per prendere un caffè insieme, fare quattro chiacchiere tra donne, si corre, si corre, si corre. Chiedendoti a fine giornata: «Che cosa ho fatto oggi?» e tutto sembra trasformarsi in un’irreversibile perdita di tempo. Ma non è il tempo ad essere tiranno, sei tu troppo severa, a voler tenere sempre tutto sotto controllo, ad importi delle scadenze inderogabili. Vorrebbero essere come le altre donne quelle che pensano prima di tutto a se stesse, che se ne infischiano della famiglia, dei figli. Si ripetono che devono vedersi, al più presto, questa volta davvero. Si salutano fino a quando una delle due non scende dal vagone e le porte si richiudono. Quella che rimane dentro ha un abbigliamento modesto, leggermente retrò, sorridendo mostra un dente in oro. Lo sconosciuto che ha preso il posto rifiutato da entrambe, è stato autorizzato da lei che con un imperativo alla seconda persona singolare seguito dal pronome soggetto, gli ha detto:«Siedi tu». Quella che è scesa, indossa un cappottino marrone avvitato, scarpe e borse abbinate, capelli ben fatti. Il suo accento è familiare.

Loro,sono amiche.